mercoledì 13 giugno 2012

Krasic: Il Forrest Gump Serbo

Trattato per un'intera estate da Marotta, Krasic è stato sulla carta il fiore all'occhiello della campagna acquisti juventina per la stagione 2010-2011. Il giocatore fu a lungo conteso dal Manchester City, che quell'estate fu costretto a ripiegare su gente di seconda fascia, tipo: Balotelli, Silva, Milner, Kolarov, Yaya Tourè, spendendo complessivamente 150 milioni di euro.
Krasic si ambienta bene nella pochezza della rosa Juventina, ed il catenaccio studiato accuratamente da mister Del Neri, ne fa risaltare le sue qualità, o meglio l'unica sua qualità: la corsa.
Sconosciuto ai suoi avversari, Krasic per i primi 3 mesi sembrava il redivivo Garrincha sulla fascia destra, grazie alla sua corsa ed allo spazio lasciatogli costantemente dagli avversari.
La sua favola dura appunto fino a fine dicembre, in quanto oltre alla corsa il giocatore serbo, è davvero poca cosa, infatti è bastato che i difensori avversari cominciassero a dargli meno spazio, per far si che il suo rendimento si annullasse del tutto.
Per ovviare a ciò Krasic cercò di cimentarsi con i tuffi, ancora ora ci ricordiamo dei carpiati che faceva non appena veniva sfiorato dai giocatori avversari, fili d'erba più alti del normale o moscerini che fossero.
Dopo la sosta del campionato 2010/2011, fino ad ora, si è riproposto in formato Forrest Gump, il personaggio interpretato da Tom Hanks, nel film omonimo.
Krasic come Forrest Gump, corre veloce, ma a differenza sua, nessuno del pubblico tira fuori per il serbo dei cartelloni con scritto STOP, aiutandolo a comprendere che il campo di calcio prima o poi finisce...
Risultato: abbiamo assistito a centinaia di azioni fotocopia, palla a Krasic, quest'ultimo parte da centrocampo, lanciandosi da solo,  terminando la sua folle corsa dopo la fine del campo.
Rimane indelebile la curiosa immagine dell'espressione di Krasic, quando dopo un colloquio a bordo campo con Conte, fa una strana espressione incredula, sarà mica che Conte gli avrà dimostrato matematicamente la non infinitezza del campo di calcio? Dalla foto sembra non esserne ancora convinto.

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